IL TRADIMENTO

IL TRADIMENTO

Tutto inizia un giorno, quando il galgo parte dalla Spagna, si fa due o tremila chilometri, arriva in Italia, e finalmente va a casa dei suoi nuovi adottanti. Una giornata carica di speranza e di ottimismo. Il cane è stordito, rintronato, non ha la minima idea di quanto stia accadendo. Ha paura, eccome se ha paura, le poche volte che ha avuto contatti con un essere umano, gli hanno provocato dolore. Entra in una casa, con tutta probabilità non ne ha mai vista una. In realtà tutto ciò che vedrà in quei giorni sarà nuovo, e dovrà capire se fidarsi oppure no. Fino ad ora, quelle volte che si è fidato è andata male. Per cui sarà diffidente, eviterà di guardarvi negli occhi, addirittura tratterrà i suoi bisogni per giorni. Magari si muoverà solo quando è solo, cercherà la zona della casa che sentirà più sicura e si rintanera’ lì. E da lì vi osserverà, cercherà di capire e di capirvi. Poi capirà che quell’essere che mi ha portato casa, quando lo guarda gli sorride, che con la sua mano lo sfamera’ e lo accarezzera’. E allora piano piano si lascerà andare. Anzi, quella persona diventerà il suo faro, e si attaccherà come non mai. Diverrà la sua ombra, e se per necessità dovrete lasciarlo solo, magari piangerà anche. Ci vorrà sacrificio, pazienza, si dovrà dedicare tempo, in qualche caso solo qualche giorno in qualche altro caso settimane, ma ad un certo punto la situazione migliorerà e tutto sarà più facile, e come spesso accade i ruoli si invertiranno: sarete voi ad aver bisogno di lui, lo cercherete come cercate l’aria, l’ossigeno, statene certi.
Ma a volte si sbagliano le valutazioni, si scopre che non si ha voglia, tempo o capacità per fare tutto ciò. E allora lo si TRADISCE, lo si rispedisce al mittente. Qualcuno dirà: si può sbagliare. NO, con una vita in gioco non si può sbagliare! Si aggiunge un trauma ad altri traumi! Questi cani non possono permetterselo. Avranno conferma che dell’uomo non ci si può fidare! E riacquistare fiducia a quel punto sarà un’impresa titanica. E con che diritto dovete dar loro tutto questo.
Quando decidete di adottare, è una vostra scelta, nessuno vi obbliga. Vi assumete la responsabilità di una vita, non state comprando una TV nuova. Un’associazione vi parla, vi spiega, valuta il contesto ma poi scommette. Scommette su una persona, scommette sul fatto che quella persona saprà mettersi in gioco, scommette sul fatto che quella è la persona giusta! Fa schifo scommettere quando è in ballo una vita. Ma il mondo funziona così. E se quella scommessa la perdiamo, il fallimento sarà pesantissimo.
Non giocate con la vita altrui, prima di adottare pensate non una ma dieci volte. Se vi renderete conto che non potete, per mille motivi, non pensate di essere persone inadeguate, anzi dimostrerete di essere persone responsabili ed assennate. Ma per favore, non siate leggeri non siate irresponsabili, non giocate con la loro vita. Se hanno traumi e paure è solo colpa nostra, è l’uomo che li ha ridotti così. Il minimo che possiamo fare è provare a cambiare le cose. Ma non è un obbligo, è un onore che non tutti vogliono avere. Nulla di sbagliato, ma non giocate con la loro vita. Vi possiamo assicurare, che se deciderete in maniera consapevole, se vi metterete in gioco, alla fine vincerete voi e lui, e Lui, non finirete mai di ringraziarlo abbastanza per esser entrato nella vostra vita.

Nicola Panarelli
Un Levriero per la vita